• Clausole vessatorie

    L’articolo 1341 c.c., che concerne la vessatorietà delle clausole contrattuali, secondo il Tribunale di Milano non trova applicazione nel caso della stipula di un contratto di locazione che altro non è che un negozio individuale ai sensi della legge 431/1998 (disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo).
    Nella sentenza n. 11866/2015, pronunciata a seguito di un’opposizione a decreto ingiuntivo con cui era stato intimato al conduttore di pagare una somma a titolo di rimborso spese condominiali versate dal locatore al condominio, il giudice ritiene che la pretesa vessatorietà di una clausola e la sua nullità in quanto non sottoscritta non abbia alcun fondamento in quanto il contratto di locazione abitativa stipulato tra le parti, trova la sua fonte normativa nella legge 431/98 e da ciò discende la non applicazione dell’art. 1341, comma 2, c.c., come richiesto dal ricorrente.
    Infatti tale dispsosizione si applica ai contratti che contengono condizioni generali, ossia clausole che sono destinate a valere per una serie indeterminata di rapporti e che perciò hanno la caratteristica di essere state predisposte unilateralmente e preventivamente da uno dei contraenti.
    Questa fondamentale premessa impedisce che la disciplina sulla vessatorietà delle condizioni generali di contratto trovi applicazione nel caso di qualsiasi contratto individuale, come è proprio quello in questione, riferendosi ad un unico rapporto di locazione.
    Da ciò,
    secondo il Tribunale di Milano, discende l’infondatezza dell’eccezione di nullità ed inefficacia della clausola del contratto su cui era basata l’intimazione di pagamento.